Mi presento - Falconeria Maestra - Fabrizio Piazza Maestro Falconiere

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Mi presento

Fabrizio Piazza 

falconiere con un esperienza di più di quarant’anni, 

praticante lo “stile italiano di Falconeria” detto “alla Coppaloni” 

(da colui che insegnò Falconeria ai falconieri) … 

“falco in aria mani in tasca, logoro visto logoro dato, amare i propri falchi”, 

autore di quattro libri dedicati alla DIVULGAZIONE della falconeria, sia pratica che storica …



Sono nato con il rullo di tamburi normanni nel petto e nel cuore ……. vi sembrerà un modo come un altro per iniziare un discorso nel migliore dei modi o per elevarmi … ma … vi assicuro che non è così …


Sono nato a Piazza Armerina (EN), città storica che da più di 50 anni rievoca le imprese di Ruggero il normanno, nonno di quel Federico II di Svevia, che venne in terra di Sicilia per liberare la gente del posto dalla tirannide saracena con le sue armate fatte di lancieri, balestrieri, arcieri, cavalieri, scudieri, alabardieri e … sicuramente falconieri … chiunque nasca nel mio paese, nell’arco del primo anno sente quei tamburi di guerra che echeggiano per i quartieri Casalotto, Canali, Castellina e Monte …

e la Falconeria? …

Come dicevo, “nonno Rogerio”, al suo seguito aveva anche degli abili falconieri che si occupavano di catturare le prede per il loro signore, e di mantenere in buona salute ed allenamento i falchi; li tenevano in buono addestramento per averli sempre pronti quando il signore li reclamava per e nelle battute di caccia …
E volete che in mezzo a tutto questo non ci stia il fatto che ai giorni nostri come nel passato l’amata trinacria non veda nascere grandi falconieri?
In Sicilia la Falconeria non è cosa da poco, tutti la conoscono e sanno che cosa era nel passato, tutti prima o poi si sono imbattuti in tale arte, vuoi perché la praticava il vicino di casa, vuoi perché qualcuno si è portato il “trofeo” in casa, vuoi per altri motivi …
Ed io in tutto questo cosa centro ….
il tutto inizia all’età di otto anni, in quelle campagne di Sicilia, in quegli stessi posti dove, nel medioevo, gli arabi e i normanni cacciavano con potenti astori e falconi.

…:- padre cos’è quell’uccello grandissimo che vola su in alto nel cielo? 
…:- è un’Aquila reale, rispondeva e aggiungeva …. pensa, un tempo le aquile come quella e i falchi venivano addestrati per la caccia dai nobili proprio in queste terre …

Sono cresciuto pensando a quei momenti e con la mente ripercorrevo quei tempi passati fatti di principi arabi e normanni, dei loro meravigliosi cavalli, di latrati di cani da caccia e di guanti damascati che reggevano meravigliosi Girifalchi, Astori, Sacri, Pellegrini, Lanari, dai cesellati cappucci.

Mio padre, visto il mio interesse mi regala un vecchio libro di Falconeria, scritto da un certo Federico II di Svevia (che poi avrei riscoperto più avanti per le sue doti falconiere) e il mio primo falco, una femmina di Lanario, un pulcino.

Io e Lana, questo il nome dato al falco, cresciamo insieme, l’occhio attento e vigile di mio padre faceva da super visore, lui un uomo semplice, non un falconiere ma un grande naturalista, sicuramente in passato avrà lavorato per qualche nobile che praticava la caccia con il falco perché … la sapeva troppo lunga.

Lana mi regalò negli anni bellissimi voli, per poi lasciare il posto a gheppi, pellegrini, sparvieri, persino un maschio di Aquila reale riempì il mio pugno e la mia passione.
La mia esperienza cresceva e l’esame veniva superato e giudicato dai rapaci che al loro primo volo decidevano se rimanere o allontanarsi per sempre dal loro addestratore.
Sono cresciuto con sani principi, semplici ma veri, oggi la Falconeria per me è uno stile di vita, la vivo ventiquattro ore su ventiquattro, sono diventato un maestro falconiere, insegnando a uomini e rapaci, ai primi come vivere con i maestri del volo, ai secondi come diventar Cavalieri Alati.
Le mie guide sono stati i rapaci e i prolungati studi pomeridiani fatti di manoscritti provenienti da varie parti del mondo …(pensate che ad oggi ho una collezione di testi antichi e moderni di Falconeria che superano i mille esemplari).

Ho creato i primi corsi scuola di Falconeria con i Comuni in Italia, collaboro nella formazione di falconieri esperti nell’allontanamento delle specie infestanti come piccioni, corvi, e altri, da comuni, discariche, aeroporti, ecc. con interventi in varie regioni d’Italia.
I miei rapaci sono entrati ed entrano nelle scuole per parlare di medioevo, di natura e di quanto altro ruota intorno a loro.

Ho dato vita al Circolo Falconeria Maestra, un'Associazione Nazionale, con iscritti provenienti da tutta Italia e dall’estero e all’Alta Scuola di Falconeria, dove annovero anche dei veterinari che sono entrati in questo mondo sia per passione che per allargare i propri orizzonti professionali mettendo poi la loro competenza a disposizione di falconieri, falcofili, centri recupero e riabilitativi e in altre applicazioni legate a questo mondo.
La particolarità del Circolo è permettere le iscrizioni solo a chi condivide lo stesso pensiero e finalità per questa arte, principalmente il rispetto;
inoltre la particolarità della scuola di Falconeria Maestra è che una volta terminato il corso, il percorso continua gratuitamente con il maestro falconiere, questo per affinare le tecniche. Durante i corsi scuola Falconeria Maestra è vietato acquistare rapaci se prima non si ha chiare le idee, proprio per evitare maltrattamenti inutili atti a far soffrire degli animali estremamente particolari e sensibili che hanno bisogno di cure, luoghi e attrezzature specifiche.
All’interno del Circolo è presente il Gruppo Storico degli Struccieri e dei Cavalieri alati, nato per portare la Falconeria delle tradizioni (con un massimo di 10 eventi l'anno) in quei posti dove si rivivono momenti legati al mondo della Falconeria, non quella da spettacolo ma quella filologica dove il falco portato è lo stesso dei tempi da rievocare (come i pellegrini, i sacri, i lanari, le aquile reali e così via) e dove l’abito indossato è il risultato di studi attenti e minuziosi portati avanti su miniature, affreschi e quanto altro a disposizione nell’arte figurativa italiana ed estera.
Lo stendardo portato dal gruppo storico rappresenta il Turul ossia il falco sacro utilizzato da Attila per la caccia, rappresentato anche nel suo stendardo utilizzato per conquistare “mezzo mondo”.

La mia presenza è stata richiesta da molti palii importanti in varie regioni con pluri presenze in Toscana, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Liguria, Abruzzo, Marche, Veneto, etc.
Ho rappresentato Federico II di Svevia in vari eventi come il “settembre federiciano” svoltosi in Sicilia nel 2010, ho partecipato come relatore a convegni sulla Falconeria delle tradizioni antiche e moderne. 
Ho scritto di Falconeria storico culturale su riviste di settore come Rievocare e la rivista Medioevo si è occupata di me con un bell’articolo. Per quanto riguarda il moderno, inteso come caccia col falco, Sentieri di Caccia, rivista di settore, ha pubblicato un bell'articolo. Inoltre ho partecipato a programmi televisivi in canali di settore.

Ho realizzato un sogno, ho scritto e pubblicato quattro libri sulla falconeria:
-Il primo libro si intitola Falconeria Maestra, un trattato completo che comprende e descrive in modo chiaro addestramento, ammaestramento, volo, caccia, attrezzature, prevenzione e malattie, specie e quanto altro possa essere utile per la pratica giornaliera, pensate che ad oggi è il testo più consultato da chi si avvicina a quest’arte e dai falconieri professionisti proprio per i suoi contenuti.
-Il secondo libro si intitola Falco in aria, mani in tasca, e presenta l’arte della caccia con il falco attraverso gli scritti dei più grandi falconieri padri della falconeria nazionale e internazionale, per la maggior parte estinti, come Coppaloni, De La Fuente, Chiorino, Filastori e tanti altri ancora.
-Il terzo libro si intitola Dagli Sforza allo Sforzino, e tratta della falconeria nel periodo degli Sforza, per poi passare alla traduzione del più grande trattato del Rinascimento italiano, conosciuto da tutti i falconieri nel mondo, ossia Lo Sforzino.
-Il quarto libro si intitola Antiqua arte venandi cum avibus Frederici raccontato da un falconiere, dove viene presentato il mondo della falconeria attraverso i codici di Federico II di Svevia, ampliati con miniature uniche e completati con le tecniche di addestramento di falconi e astori.

Pratico la caccia col falco ormai da anni, di alto volo, basso volo, volo a vista e con le aquile. Nella caccia esprimi al massimo la collaborazione fra uomo e falco.

Nel 2010 ho fondato, all’interno del Circolo Falconeria Maestra, gli Ordini dei cacciatori d’alto volo, dei cacciatori di basso volo, e dei volo a vista, mentre nel 2011 come Circolo è stato istituito l’Albo dei falconieri Falconeria Maestra.

Nel 2012 nasce il Gruppo storico “ I Falconieri del Vessillo”e i "Falconieri Federiciani", massima espressione della falconeria medievale, con lo scopo di divulgare la falconeria delle tradizioni storiche italiane.

La passione mi ha portato da prima a completarmi addestrando i falchi alle esche premio, come il logoro, ma poi, a mano a mano che l'esperienza cresceva, mi accorgevo che mancava qualcosa, il completamento di un'opera d'arte, ossia vederli cacciare. 
Inizio l'addestramento, mi formo come cacciatore, mi munisco di licenza di caccia e di un setter inglese ed inizio le mie cacce. 
Vedere il mio falco pellegrino, tuffarsi dall'alto del cielo, a più di 300 km orari, per catturare il fagiano levato dal cane, o alla mia astore, che dopo un lungo inseguimento inchioda a terra la lepre che fugge, o alla mia sacra, scomparsa dietro un'anitra, e ritrovata dentro un fosso, con il cane vicino, mentre spenna la preda... vieni preso da sensazioni uniche, che ti fanno rimanere ritto in piedi, con la voglia di applaudire un rito antico più di 3500 anni di eterna alleanza, fra il cielo e la terra, che ha visto uomini e falchi collaborare insieme.

Credo che mio padre non pensava a me come quello che oggi sono, un riferimento, una guida per molti, o quello che diventerò … ma questa è un'altra storia …. Grazie Pà.

 
 
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